06 Maggio 2008

UNIFERPI: LA SETTA DEI PR

Quello che segue è un lunghissimo sfogo su un'odiosa conferenza organizzata dal mio corso di laurea

Già dovevo insospettirmi quando, entrando nell’aula, mi sono trovata più relatori che spettatori..
I conferenzieri sembravano legati da vincoli di fratellanza, tutto era un sorriso, una risata, un abbraccio.
Diciamo che mi stavo cominciando a domandare se per caso non avessi sbagliato porta e non fossi finita ad un’assemblea di testimoni di Geova.
Sforando di almeno 20 minuti la conferenza ha inizio. Introduce l’incontro la presidente del corso di laurea, che ovviamente gloria l’associazione di offrire incredibili opportunità agli affiliati e si ingrazia i pochi presenti della platea (5-6 persone) affermando che l’essere lì è gran segno di maturità.
Dopodiché inizia la più grande carrellata d’idiozie che abbia mai sentito.
La stupidità e la paraculaggine delle cose dette mi ha talmente shockato che non ricordo bene l’ordine delle argomentazioni.
Mi ricordo comunque che è venuto fuori che i giornalisti sono dei cani, l’82% delle notizie pubblicate vengono da agenzie di relazioni pubbliche, e spesso i comunicati stampa, preparati da quest’ultime, vengono pubblicati così come sono (qualche minuto più tardi però, non si sa bene come mai, salta fuori che i giornalisti filtrano quello che mandi...mah).
Ah si, i giornalisti prendono le notizie dai blog, quindi attenti! Date sempre un’occhiata ai giornali, potreste veder pubblicato qualche vostro post! D’altronde, dice Fabio Ventoruzzo, molto spesso quando si legge una notizia, non si riesce a risalire alle fonti, perché sono prese casualmente in Internet, si si, un po’ qua e un po’ là...al giornalista non interessa se son vere o meno.
Spassosissimo l’inserto delle strisce di Dilbert sui PR e il rapporto con imprese e media. Ovviamente il fumettista le disegna solo perché sono dissacranti, non perché ironizza sul mondo reale...eh già.
Un’altra citazione davvero infruttuosa è quella di “1984” di Orwell. Il libro è stato portato come esempio di quanto in passato si pensava sarebbe successo e invece non è accaduto, infatti non vi è nessuna massa di controllati, ma tutti possono controllare tutti. Difatti non esistono le intercettazioni, vero?? Difatti io posso contare in una politica completamente trasparente, giusto?? Eh, ma d’altronde io posso sapere, grazie ad Internet, cosa succede in Asia, oppure parlare con uno che sta in Australia...questo è vero controllo dell’informazione! Si, come no...
Ma la frase che mi è piaciuta di più è che un PR “non manipola, dialoga”. Oh certo, è per quello che ti informi su come la pensa la persona con cui andrai a parlare, che ti studi il giornalista che leggerà il tuo comunicato stampa, che occupi ogni momento del tuo tempo libero per lecchinare.
Ah, e poi ti scoccia se la legge 150 prevede che ci sia un giornalista all’interno delle aziende a occuparsi di comunicati stampa, perché “loro hanno una mentalità diversa, è più difficile trovare un punto d’incontro tra impresa e pubblico”, magari perché hanno un po’ di dignità.
Per il resto non ho più ascoltato, mi sono limitata ad osservare, e quello che ho visto mi fa paura. Questi poveri ragazzi affiliati che guardavano estasiati (o meglio, a mio parere, lobotomizzati) i relatori, che a quanto pare detengono una qualche verità assoluta...anche se a me sembrano solo dei grandi, bravissimi burattinai.
Di sicuro questo incontro mi è servito: ora so chi evitare e cosa non voglio diventare.

12 commenti

  • Alessandra

    Con rammarico

    Quanto dispiace osservare come le buone intenzioni vengano travisate e come un'ottima opportunità di confronto non sia stata colta per sollevare perplessità e dubbi.
    Mi spiace che non non sia passato il vero messaggio: quelli che tu chiami relatori con non poco distacco, in realtà sono ragazzi come te, studenti o neolaureati che si stanno muovendo in uno spazio frammentato e liquido, come la comunicazione e vogliono far emergere il particolare percorso che stanno seguendo.
    E' un peccato che il nostro entusiasmo sia stato paragonato al sentimento esoterico di una setta, ma considero i tuoi commenti degni di un'attenta riflessione, affinchè ogni situazione sia fonte di una crescita e di un arricchimento personale.
    Scritto il: 07/05/2008 19:10:43
  • Fabio Ventoruzzo

    dispiace anche a me

    dispiace davvero che tu abbia preso l'incontro come una congrega di affiliati. erano solo persone che - come te - probabilmente erano curiose di capire cosa stavano succendo ma che - a differenza tua - non hanno messo subito il carro davanti ai buoi, alle prime parole che hanno udito.

    ho letto con molto interesse i tuoi commenti, che ho apprezzato per la spontaneità. molto spesso è vero che situazioni in cui il consenso è elevato rischiano di portare all'edonismo o peggio ancora all'onanismo.

    dici bene, hai solo osservato. non entro nel merito delle cose che dici perchè ci sono delle inesattezze. un esempio? non ho citato orwell dicendo che non esiste più una massa di controllati. ho detto che tutti siamo controllati ma possiamo anche controllare, sicuramente più di una volta. esistono le intercettazioni, certo. ma tutti le possiamo leggere. sicuramente più che una volta. citando le vignette di dilbert, se ben ricordi, ho evidenziato come siano vignette dissacranti ma che riprendono la realtà quotidiana.

    l'unica cosa che mi dispiace veramente è che queste osservazioni tu non le abbia fatte in diretta. sarebbe stato sicuramente più utile per noi e per gli altri affiliati che forse si sarebbero svegliati dal torpore. la critica serve anche a questo. ed è sempre ben accetta.

    la mia mail ce l'hai. se vuoi possiamo parlarne anche direttamente.
    Scritto il: 07/05/2008 11:10:43
  • Dragoalato85

    mi dispiace

    che quello che sia venuto fuori per te non sia stato profiquo
    "Mi ricordo comunque che è venuto fuori che i giornalisti sono dei cani, l%u201982% delle notizie pubblicate vengono da agenzie di relazioni pubbliche, e spesso i comunicati stampa, preparati da quest%u2019ultime, vengono pubblicati così come sono (qualche minuto più tardi però, non si sa bene come mai, salta fuori che i giornalisti filtrano quello che mandi...mah)"
    su questo semplicemente significa che i giornalisti prendono le notizie che ritengono interessanti ma che cmq nn le correggono o mettolo il loro punto di vista.
    e questo lo posso certificare avendo fatto ufficio stampa io stesso.

    sul discorso lobotomizzati beh devo dire che non la penso cosi ovviamente facendone parte..uni ferpi mi ha dato la possibilità di conoscere persone che mi hanno dato una grande mano e che possono essere in grado di aiutarmi ad inserirmi nel mercato del lavoro.

    IO non ho la visione del dialogo ma xke sono markettaro dentro.. e credo che cmq la manipolazione ci sia in ogni cosa..anche nel fare giornalismo, visto che l'informazione è filtrata da mille attori..

    Cmq sono contento lo stesso..almeno ora sai cosa cosa nn vuoi fare..ma ricordati che se vuoi essere una brava giornalista dovrai aver a che fare con noi..ed è una minaccia :-d
    Scritto il: 06/05/2008 21:56:10
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